
Filippo Bosnia, un rapper/cantante/cantautore/produttore italiano di 26 anni, che si esibisce con il nome d’arte Bosnia. La sua musica combina elementi di stili e generi diversi, offrendo un’esperienza d’ascolto emozionante e imprevedibile. In preparazione per la 75ª edizione del Festival di Sanremo, abbiamo avuto la fortuna di poter intervistare il semifinalista di Sanremo Giovani, che ha trovato il tempo di parlare con EurovisionFam del suo brano “Vengo dal sud” e di altri argomenti. Continua a leggere per scoprire i consigli di Bosnia per i giovani artisti emergenti, i suoi artisti preferiti dell’Eurovision, oppure guarda l’intervista (sottotitolata) direttamente sul nostro canale YouTube!
Che consiglio darei ai giovani per affrontare Sanremo Giovani?
Innanzitutto di avere tanta preparazione, sia tecnica, ma soprattutto psicologica. Salire su quel palco è una responsabilità non tanto per gli altri, ma per se stessi e per la propria formazione artistica, consiglio prima di tutto di non dare retta a nessuno, ma di seguire il proprio istinto e la propria creatività. Penso che questi siano gli elementi principali di base per affrontare un’esperienza del genere.
Negli anni passati ricorda di aver guardato l’Eurovision Song Contest? C’è una canzone o un artista che le è rimasto particolarmente impresso?
Io sono molto fan dell’Eurovision, perché tutta la musica europea, soprattutto quella all’avanguardia, emerge da questo tipo di contest. Sono due, in particolare, gli artisti che mi sono rimasti impressi, il primo è Nemo, dall’edizione dello scorso anno, che mi pare rappresentasse la Svizzera, con la canzone “The Code”, che è un brano che mi ha ispirato molto e l’altro, che in realtà è attualmente uno dei miei artisti preferiti e che ascolto tutti i giorni, è Daði Freyr, chiedo scusa se non lo avessi pronunciato bene, mi piace molto quel tipo di musica dance che in sostanza rappresenta tutto quello che è la musica nordeuropea.
Qual è stato il processo di scrittura di “Vengo dal sud”?
“Vengo dal sud” è un brano che ha attraversato diversi periodi, quando l’ho scritto per la prima volta non era così come l’avete ascoltato a Sanremo Giovani, ma era solo una bozza d’idea. In seguito ho lavorato su questa idea insieme ad un altro autore, Giuseppe De Rosa, che è mio cugino. Non si tratta di un autore con cui abitualmente scrivo brani e questa è stata la prima esperienza di scrittura che abbiamo avuto insieme dopo 20 anni da quando lui mi ha un po’ avviato al mondo musicale, ed è con lui che ho registrato il mio primo brano, c’è stato quindi un ritorno alle origini. Abbiamo approcciato il brano nella maniera più creativa e libera possibile, ci siamo fatti trasportare da quelle che erano le nostre influenze personali, io dalla musica elettronica, lui dalla musica tradizionale napoletana ed è venuto fuori questo miscuglio, che rappresenta l’identità canora e sonora che voglio portare in giro, ovvero il punto d’incontro tra innovazione e tradizione.
Cos’è che ha ispirato questa canzone?
Questa canzone è stata ispirata principalmente dal mio percorso di vita, un percorso da migrante. Io sono nato a Napoli, poi quando ero più piccolo mi sono trasferito a Roma e poi sono approdato a Milano. Quindi questo spostarsi sempre più verso nord mi ha fatto rivivere delle emozioni importanti, soprattutto per quanto riguarda la nostalgia di casa. Tutto il tema si basa proprio su quella che è la nostalgia, il ricordo di quando si aveva una casa e ci si sentiva a casa.
“Vengo dal sud” farà parte di un EP o LP in uscita?
Sicuramente penso che faccia parte di un progetto ancora più grande che ha come tema portante la nostalgia, infatti molti dei miei brani sono incentrati su questa tematica perché ricordo sempre casa mia con un certo affetto e ne sento la mancanza.
“Vengo dal sud” dà un’idea chiara del sound o dei testi che caratterizzano le sue canzoni in arrivo?
In parte sì, in parte no, perché a me non piace mantenere sempre lo stesso tipo di approccio per quanto riguarda la creazione di una canzone, quindi sicuramente “Vengo dal sud” può far intravedere le potenzialità di ciò che saranno i prossimi singoli, ma lascerò a questi il compito di stupirvi.
Cosa viene prima quando scrive: la musica o i testi?
In realtà le due cose sono estremamente correlate, a volte compongo prima la musica e poi scrivo i testi, altre volte in realtà trovo le melodie e in contemporanea ci cucio sopra le parole che io scherzosamente amo definire “Fake Neapoletan”, ovvero cerco di mimare il Napoletano e in seguito scrivo i testi. In molti altri casi ho delle frasi pronte che poi inserisco all’interno dei percorsi creativi.
Qual è stato il processo per creare il suo video musicale?
È stato un processo totalmente estemporaneo perché ci siamo veramente attivati con le poche risorse che avevamo; mio zio ha fatto le riprese, mio padre e mia zia hanno prestato il volto come attori e in seguito, avendo io una grande passione per il montaggio video, ho sfruttato questa passione affinché potessimo realizzare un prodotto che anche se non ha l’ambizione di essere professionale, è comunque rappresentativo della mia entità.
Se potesse scrivere una canzone per un qualsiasi artista, chi sarebbe e perché?
Beh, al momento non penso che scriverei per qualcuno in particolare, ma mi piacerebbe portare il mio stile all’interno del panorama pop italiano, quindi non lo so, mi lascerò stupire anch’io.
C’è un artista che vorrebbe sentire interpretare una cover di una delle sue canzoni?
Forse sì, un artista che vorrei interpretasse i miei brani sicuramente dovrebbe avere una voce soul perché mi piacerebbe sentire un timbro del genere per le mie canzoni, quindi direi probabilmente Mahmood o Marco Mengoni.
La maggior parte dei musicisti emergenti ha un lavoro principale, lei infatti, oltre ad essere un artista, è anche un insegnante di scuola primaria. Il suo desiderio di fare musica l’ha aiutata nella scelta della sua professione?
In realtà sì e no, nel senso che il mio desiderio di fare musica c’è sempre stato, mentre è stato più il mio desiderio di voler crescere come persona e di voler trovare la mia autonomia che mi ha portato verso Il lavoro dell’insegnante, un’occupazione che ti porta a stare molto tempo a contatto con la parte più umana e sensibile di noi, e questo si ripercuote sicuramente in maniera positiva anche sulla musica. In sostanza non ho mai pensato che facendo il musicista sarei arrivato a fare l’insegnante, ma è un lavoro che amo molto e mi rende estremamente felice.
Prima della trasmissione i suoi studenti erano a conoscenza della sua partecipazione a Sanremo Giovani?
Non proprio, cioè gliel’ho detto nel momento in cui ero sicuro che avrei affrontato la prima esibizione, ed è stato molto bello ricevere un grande supporto da tutti i bambini e tutte le bambine.
Dopo la sua prima apparizione a Sanremo Giovani chi era più entusiasta, i suoi studenti o i suoi colleghi insegnanti?
In realtà l’entusiasmo è stato generale, ricordo che alla prima esibizione dopo essere passato in semifinale, arrivando in mensa dove mangiano tutti i bambini insieme agli insegnanti, a un certo punto ho cominciato a sentire “Fi-li-ppo, Fi-li-ppo” e poi si sono alzati tutti in piedi e mi hanno fanno un grande applauso. Penso che questo sia uno di quei momenti che porterò per sempre con me.
“Vengo dal sud” è propulsiva e stilisticamente in continua evoluzione, il che è funzionale alla narrazione. Come decide quali elementi (genere, strumenti, ecc.) sono necessari per raccontare la storia che vuole raccontare? Reputa di prendere queste decisioni come cantautore o come produttore?
In realtà avendo la possibilità di partecipare al processo creativo della musica da entrambi i lati, credo che in percentuale siamo ad un 50 e 50. Quando penso alla canzone spesso la “eseguo” anche con la voce ed è proprio questo che mi suscita la sensazione che poi mi porta a decidere. Più che la musica in generale io amo i suoni, mi piacciono i rumori, ci sono dei rumori che mi legano a delle sensazioni piuttosto che ad altre. La magia del processo creativo avviene quando riesci a mettere insieme vari rumori e a farne musica.
Preferisce scrivere canzoni, produrre o esibirsi dal vivo?
Preferisco il pacchetto completo, non mi tiro indietro davanti a niente. Mi piace produrre le canzoni perché si tratta di una questione intima, sopratutto per quanto riguarda la scrittura dei testi. Quando ti esibisci stai dando qualcosa agli altri, è un atto altruistico, ed è in questa circostanza che ti rendi conto del valore del lavoro che hai fatto a casa o in studio. Quindi sicuramente tutte e tre le cose.
Grazie a Gabriele N. per la traduzione di questa intervista.
